Con i sistemi di controllo dell’età non esiste una soluzione unica valida per tutti.
La ricerca suggerisce(nuova finestra) che nessun singolo metodo protegga efficacemente i minori bilanciando al contempo le preoccupazioni relative alla privacy e all’accesso alle informazioni, ma esiste una strada percorribile. Applicare un’ampia serie di misure di buon senso, inclusi i controlli parentali e l’educazione digitale, può fare molto per aiutare a proteggere i minori da contenuti potenzialmente dannosi, nel rispetto dei diritti alla privacy e dei modi complessi in cui i giovani usano internet.
Verifica basata sugli attributi
Non è propriamente un’alternativa alla verifica dell’età, ma i sostenitori della verifica basata sugli attributi affermano che offra un metodo più sicuro e più rispettoso della privacy per verificare l’età di un utente. Questo perché verifica solo ciò che è necessario, ad esempio richiedendo una fascia d’età autodichiarata anziché un documento d’identità. Ma ha i suoi limiti. In particolare, qualsiasi metodo che si basi sull’autodichiarazione può essere facilmente aggirato. Inoltre, non affronta il problema della privacy dei dati personali(nuova finestra), perché non impedisce ai siti web di raccogliere informazioni aggiuntive, come gli indirizzi IP degli utenti.
I controlli dell’età basati sugli attributi, però, memorizzano i dati sul dispositivo dell’utente. Questo limita il numero di persone che hanno accesso ai dati privati dell’utente e riduce i rischi di cyberattacco posti da altri metodi di controllo dell’età.
Prove a conoscenza zero
Come la verifica basata sugli attributi, una prova a conoscenza zero (ZKP) offre a siti web e app un modo per verificare l’età di un utente senza che l’utente debba condividere esplicitamente dati personali sulla propria identità. Ma la ZKP non è un’alternativa alla verifica dell’età(nuova finestra); è piuttosto uno strumento crittografico che consente a siti web e app di verificare informazioni sull’utente in questione senza ottenere alcuna informazione aggiuntiva sull’utente.
Nel 2025, Google ha annunciato l’integrazione della ZKP(nuova finestra) in Google Wallet per offrire la verifica dell’età su più app. L’azienda tecnologica ha affermato che continuerà a usare la ZKP con partner esistenti, come Bumble, per verificare l’età degli utenti senza rivelarne l’identità.
Age-Appropriate Design Code
Il disegno di legge modello dell’Electronic Privacy Information Center per l’Age-Appropriate Design Code (AACD) è stato concepito come alternativa alla crescente legislazione sulla verifica dell’età. L’AACD offre ai minori maggiore controllo sulle proprie esperienze online(nuova finestra), imponendo al contempo alle aziende tecnologiche di valutare i propri programmi per individuare le funzionalità che espongono i minori al rischio di un uso compulsivo.
Inoltre, l’AACD vieterebbe a queste aziende di implementare programmi con funzionalità ad alto rischio e farebbe luce sulle pratiche di design che creano dipendenza.
A differenza della legislazione sulla verifica dell’età, l’AACD attribuisce la responsabilità ai produttori di queste piattaforme tecnologiche, anziché agli utenti che esse sfruttano, evitando i problemi legati alla privacy e alla sicurezza personale.
Controlli parentali a livello di dispositivo e di OS
Genitori e figli possono lavorare insieme per trovare una soluzione che risponda al meglio alle loro esigenze. I controlli parentali a livello di dispositivo e di OS offrono un approccio più personalizzato per gestire ciò che i minori vedono online.
I genitori possono configurare i dispositivi dei propri figli per limitare o bloccare determinati contenuti. I controlli a livello di OS possono essere configurati per limitare il tempo giornaliero davanti allo schermo, richiedere l’approvazione per installare app e usare filtri per i contenuti web, ma la natura in continua evoluzione di internet fa sì che i filtri web non riescano sempre a stare al passo.
Usate insieme ad altre misure di protezione, però, queste restrizioni possono fungere da salvaguardie che riducono l’esposizione dei minori a contenuti dannosi senza una verifica universale dell’età.
La ricerca suggerisce(nuova finestra) che i bambini che dichiarano di passare meno tempo davanti allo schermo sono anche quelli che hanno maggiori probabilità di avere controlli parentali sui propri dispositivi. Eppure i controlli parentali sono poco utilizzati, secondo l’organizzazione no profit Family Online Safety Institute(nuova finestra).
L’uso dei controlli parentali varia molto a seconda del tipo di dispositivo e non sono certo una soluzione perfetta. I bambini possono avere accesso a più di un dispositivo, il che rende più difficile far rispettare i limiti di tempo e i filtri dei contenuti.
Educazione e alfabetizzazione digitale
Parlare con i ragazzi della sicurezza online può rendere i controlli parentali più efficaci.
Nelle famiglie che hanno riferito di avere sei o più conversazioni all’anno sulla sicurezza online, sia i genitori sia i figli erano più propensi a dire che i controlli parentali proteggono efficacemente i bambini online, ha rilevato una ricerca(nuova finestra).
E queste lezioni offline possono essere strumenti preziosi per proteggere i bambini quando sono online.
Una ricerca(nuova finestra) dell’Organizzazione mondiale della sanità suggerisce che i programmi educativi e la prevenzione del cyberbullismo possono contribuire a ridurre la violenza contro i bambini online. I programmi che affrontano i pericoli online e la prevenzione della violenza offline, oltre alle competenze per relazioni sane, possono aiutare ad affrontare le vulnerabilità dei bambini rispetto ad abusi sessuali, molestie e bullismo, ha rilevato uno studio dell’OMS(nuova finestra).
L’orientamento dei genitori, il supporto e la capacità di rapportarsi in modo critico ai contenuti online influiscono tutti su come un bambino può sentirsi rispetto a ciò che vede su internet, suggeriscono le ricerche(nuova finestra).
La strada da seguire
Proteggere i bambini non richiede di trasformare l’intero internet in un posto di controllo dell’identità. L’adozione diffusa delle verifiche dell’età online fatica a bilanciare le legittime preoccupazioni per la tutela dei minori con il diritto degli utenti alla privacy dei dati. Finché non si troverà questo equilibrio, le misure esistenti possono aiutare i ragazzi a navigare su internet con sicurezza senza dover cedere informazioni personali sensibili a ogni passo.






